20 Ago I vantaggi della flessibilità lavorativa
Il mondo del lavoro sta vivendo un periodo di mutamenti radicali. Cambiano le gerarchie, i rapporti tra dipendente e datore di lavoro, le modalità lavorative e anche le richieste che arrivano dalle aziende ai dipendenti.
Queste novità sono la nostra quotidianità e le viviamo al fianco di molti lavoratori come te. Cosa ti devi aspettare da questo ambiente in continua evoluzione? E soprattutto, come devi rapportarti alla nuova richiesta di continua flessibilità sul lavoro?
Eccoci pronti a scoprire cosa significa flessibilità lavorativa, quali sono i vantaggi da entrambe le parti e come puoi rispondere in modo proficuo per te e il tuo impiego.
Cosa significa flessibilità del lavoro
Dare una definizione univoca e definitiva del concetto di flessibilità nel mondo del lavoro è complesso. Ma cerchiamo di chiarire assieme passo dopo passo.
Partiamo da un esempio pratico. L’aggettivo “flessibile” descrive un materiale capace di subire un cambiamento e di tornare poi immediatamente al punto di partenza. Se pensi alla corda di un arco, ad esempio, la puoi tendere esercitando una grande forza, ma una volta lasciata libera tornerà alla sua posizione iniziale.
Seguendo questo esempio, ti sarà un po’ più chiaro cosa voglia oggi il mondo del lavoro da un professionista come te: tanta adattabilità ai mutevoli contesti professionali e la capacità di rimanere fedele alle conoscenze maturate nel tempo.
Dalla nostra esperienza abbiamo capito che la flessibilità nel lavoro si può manifestare, in generale, secondo due modalità:
- flessibilità spazio-temporale. Con la pratica sempre più diffusa anche nel nostro Paese di lasciare libertà al dipendente circa l’orario e il luogo in cui assolvere alle proprie mansioni. Uno smart working che permette non solo di trasferire l’ufficio a casa propria, ma anche di definire orari personalizzati di impegno lavorativo in base alle proprie esigenze private;
- flessibilità contrattuale. I tempi in cui i lavoratori sognavano un contratto a tempo indeterminato sono passati, non perché siano stati aboliti – anzi – ma perché il desiderio di crescita lavorativa e di continua evoluzione richiedono una spiccata mobilità in ogni professionista.
Il mondo del lavoro apre le porte a una sempre maggiore autonomia, facendoti uscire dalla classica comfort zone del lavoratore dipendente ma dandoti allo stesso tempo l’opportunità di ottenere più soddisfazione e maggiori risultati nel tuo lavoro.
Flessibilità lavorativa: i vantaggi per il lavoratore
Difficile cambiare un modo di vedere il lavoro così radicato nelle pratiche quotidiane e nel pensiero delle persone. Eppure questa evoluzione è già in atto e sta mostrando i suoi primi frutti.
Ci sono diversi motivi per temere la flessibilità lavorativa. Ma come per ogni cambiamento, alla paura si sostituisce ben presto la soddisfazione. La flessibilità del lavoro ti può portare diversi vantaggi, ecco quelli che secondo noi vale la pena conoscere per valutare un lavoro flessibile:
- continua crescita professionale. In sostanza non ti fermi mai! E non si tratta di un ostacolo da superare, ma di una buona occasione per ottenere sempre maggiori risultati, anche personali;
- migliori condizioni lavorative ed economiche. Grazie a questa mobilità avrai modo di affinare le tue conoscenze, specializzarti, aumentare la tua professionalità e proporti per posizioni sempre più importanti. Se prima ottenere un aumento era una difficoltà, ora potrà essere la naturale evoluzione del tuo percorso professionale;
- maggiore motivazione. Il controllo sulle tue mansioni è solamente tuo: tua la responsabilità e tua la possibilità di emergere grazie alle capacità e all’impegno. In questo senso ogni lavoratore flessibile è più motivato nel proprio lavoro perché ha una missione che da professionale diventa personale;
- realizzazione personale. Se tutto quello che può succedere alla tua carriera dipende solo da te, eccoti servita l’opportunità di perseguire la tua felicità facendo quello che ami fare e ricavandoti uno spazio nel tuo settore di riferimento.
Flessibilità lavorativa: i vantaggi per il datore di lavoro
Ora che abbiamo passato in rassegna i numerosi lati positivi della flessibilità per il lavoratore, è giunto il momento di fare il punto anche per le aziende.
Dare maggiore libertà ai dipendenti è un bel rischio per tutte quelle attività che decidono di abbracciare questa filosofia, un rischio che inizialmente profuma di fiducia ma che è in grado di portare grandi risultati in poco tempo.
Alla crescente volatilità della forza lavoro è legata un’enorme opportunità per le aziende, ovvero il ciclico aggiornamento dei suoi professionisti che, provenendo da altre esperienze e realtà lavorative, sono in grado di portare una ventata d’aria fresca in azienda, trasferendone al suo interno tutte le conoscenze sulle evoluzioni del settore.
Una mobilità così forte è sicuramente avvantaggiata da forme di contratto flessibili, che consentono all’azienda di non vincolarsi per lungo tempo ai professionisti e continuare ad alimentare il ricircolo di conoscenze e competenze dentro e fuori gli spazi aziendali.
Un vantaggio diretto per le imprese, derivato dalla responsabilizzazione del lavoratore, è l’aumento di produttività che ne deriva. Ogni dipendente che si approccia al lavoro secondo le modalità flessibili è portato generalmente a migliorare il proprio apporto rispetto a quanto farebbe in condizioni ordinarie. Un vantaggio che arriva direttamente nelle casse dell’azienda, senza contare quello economico legato allo spostamento del lavoro dagli spazi comuni degli uffici all’ambito privato delle abitazioni.
La flessibilità lavorativa è una sfida che coinvolge le imprese quanto i lavoratori, e che riserva loro interessanti benefici.
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