07 Apr Tirocinio e apprendistato: quali sono le differenze?
Ogni grande storia parte da un inizio e quando si tratta di lavoro sono due le strade che puoi percorrere: tirocinio o apprendistato. Ma come scegliere tra i due e, soprattutto, quali sono i rispettivi vantaggi?
Nella nostra attività accompagniamo i lavoratori dall’inizio della loro carriera, anche cominciando con contratti di tirocinio e apprendistato. I dubbi a questo proposito sono molti e riguardano le più svariate caratteristiche di questi particolari contratti, dalla durata ai loro prerequisiti, dalle mansioni agli obblighi formativi.
Allora non perdiamo tempo! Chiariamo tutti questi aspetti insieme, così potrai valutare quale contratto fa al caso tuo.
Cos’è l’apprendistato
L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato ma con l’obbligo di formazione, come disciplinato dal Testo Unico sull’Apprendistato. È particolarmente indicato per chi è alle prime esperienze lavorative o si avvicina a un nuovo settore.
Sostanzialmente, dopo un periodo iniziale di formazione, il rapporto lavorativo evolve a contratto a tempo indeterminato, a meno che una delle parti decida diversamente.
La caratteristica che contraddistingue l’apprendistato è la commistione tra lavoro e formazione. Quest’ultima, in particolar modo, riveste un ruolo fondamentale e porta a differenziare l’apprendistato in:
- apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (15-25 anni). Dedicato a chi deve ancora completare un percorso di studi, come ad esempio gli studenti di istituti professionali che aderiscono all’alternanza scuola-lavoro;
- apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (18-29 anni). Rivolto a chi viene assunto con il vincolo di formazione per conseguire una specializzazione, regolamentato dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL);
- apprendistato di alta formazione e ricerca (18-29 anni). Indicato per il raggiungimento di un traguardo formativo, sia esso il diploma di maturità o un dottorato di ricerca.
Cos’è il tirocinio
Facciamo chiarezza innanzitutto su due termini che ricorrono quando si parla di questo tema: tirocinio e stage sono esattamente la stessa cosa, il primo è il termine italiano utilizzato per tradurre il suo sinonimo inglese.
Che lo si chiami tirocinio o stage, quindi, si parla sempre di un periodo di formazione professionale in azienda, con lo scopo di aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani che stanno facendo un percorso di studi o che lo hanno concluso da poco.
Anche nel caso del tirocinio esistono diverse tipologie che ne definiscono le modalità:
- tirocinio curriculare. Viene attivato dagli istituti di formazione (scuole secondarie superiori, università, centri formativi) con la formula alternanza scuola-lavoro. Il compenso per lo svolgimento dell’attività non è di tipo economico, ma è dato dall’assegnazione di crediti formativi necessari per completare il percorso di studi;
- tirocinio extracurriculare. Il nome già lo chiarisce: si tratta di uno stage attivato all’esterno di un percorso di studi. Nonostante lo studente abbia terminato la formazione, però, entro un determinato periodo di tempo può continuare a usufruire della formula del tirocinio per attivare collaborazioni con aziende del settore ed entrare in contatto con opportunità lavorative. Non avendo più come scopo l’ottenimento di crediti, l’attività svolta viene ricompensata con un’indennità minima obbligatoria regolata dalla normativa regionale.
Ricapitolando: differenze tra tirocinio e apprendistato
Ora che abbiamo dato una definizione di entrambe le formule, ti sarà più chiaro comprendere anche le differenze tra tirocinio e apprendistato. Sapresti già individuarle? Per facilitarti il compito le riassumiamo insieme.
1. La natura del rapporto. Mentre l’apprendistato è vincolato a un vero e proprio contratto lavorativo, il tirocinio (o stage) è invece parte di un programma formativo in collaborazione con le aziende, regolato da un progetto formativo concordato con la scuola o l’università di riferimento.
2. La durata. Se un tirocinio dura il tempo di accumulare i crediti necessari a completare un percorso di studi (generalmente non più lungo di 6 mesi), l’apprendistato è un programma a lungo termine interno all’azienda, con lo scopo di formare potenziali dipendenti che hanno già scelto uno specifico indirizzo lavorativo.
3. L’età. A qualunque età è possibile fare un percorso formativo e allo stesso modo è quindi possibile accedere alla formula del tirocinio. Diverso invece è l’apprendistato: essendo una tipologia di contratto che incentiva l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, esiste un range ben definito di età entro le quali attivare questo tipo di contratto. Come abbiamo visto prima, il termine massimo entro cui è possibile attivare un contratto di apprendistato è tra i 25 e i 29 anni.
4. Il compenso. Un riconoscimento economico spetta a chi ha un regolare contratto di lavoro, perciò è riconosciuto a tutti coloro che attivano un percorso di apprendistato. Per quanto riguarda invece gli stage, solamente i tirocini extracurriculari hanno diritto a un’indennità.
5. I diritti del lavoro. Sempre legato alla presenza o meno di un contratto di lavoro rimane anche il diritto a maturare ferie, ottenere permessi, ricevere contributi e tutti quei diritti che sono riservati al lavoratore e non a chi sta svolgendo un percorso formativo.
Ti auguriamo il meglio per il tuo percorso professionale, che inizierà sicuramente con qualche consapevolezza in più ora che sai perfettamente distinguere tra un contratto di apprendistato e un progetto formativo di tirocinio o stage.
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