29 Ott Logistica e magazzino: cos’è il picking
Te ne sarai senz’altro accorto: negli ultimi anni la circolazione di pacchi e la consegna di ordini è aumentata esponenzialmente. Ti basta pensare a quanti ne sono arrivati a casa tua negli ultimi mesi rispetto a solo 4 anni fa!
Questo trend di consumo – privato, sì, ma anche legato agli scambi commerciali tra aziende – sta rivoluzionando addirittura il mondo del lavoro. Se prima i magazzini erano parte di un ecosistema aziendale, oggi esistono imprese costituite solamente da aree di stoccaggio, perché si occupano in modo esclusivo della ricezione e della ridistribuzione di beni.
In questi ultimi anni sono andate a delinearsi figure molto specifiche che si stanno via via sempre più specializzando. E oggi parleremo proprio di una di queste.
Hai mai sentito parlare di picking? Scopriamo assieme in questo articolo cos’è esattamente il picking, perché rappresenta un vantaggio all’interno del magazzino e come puoi diventare un addetto al picking.
Il picking: cos’è?
Prendiamo ancora una volta in prestito una parola anglosassone per definire un’attività peculiare nel mondo del lavoro. Con “picking” si descrive l’attività del “pick”, in inglese “prendere”. Ebbene, un termine molto specifico che viene utilizzato per raccogliere in un unico termine una funzione oggi vitale per i magazzini.
Nel picking sono riunite tutte le azioni di selezione e prelievo di elementi per andare a comporre un nuovo gruppo di prodotti. Da un’unità più grande, quindi, vengono prelevate piccole quantità a comporre un ordine eterogeneo, in base alla richiesta pervenuta. Facciamo un esempio pratico: immagina un magazzino e tutti i suoi scaffali, in cui ogni articolo è raggruppato in una sezione definita; l’attività di picking consiste nell’andare a collezionare ciascun elemento nella sua specifica posizione, per portarlo a formare un altro gruppo di prodotti.
Questa attività, l’avrai capito, è essenziale per la preparazione di un gran numero di ordini, e più il meccanismo è ottimizzato, più velocemente si otterrà il risultato. Ma come è possibile per l’addetto al picking svolgere questa mansione nel minor tempo possibile e in totale sicurezza? È una questione di estrema organizzazione e di strategia.
Esistono ad oggi tantissime modalità per svolgere le operazioni di picking, queste sono le principali:
– Picking manuale. È l’operatore, in prima persona, a muoversi nel magazzino per collezionare tutti gli elementi utili a comporre l’ordine. Indicato specialmente per spazi non troppo ampi, richiede la presenza di prodotti di piccole dimensioni, facilmente prelevabili anche con l’ausilio di piccoli macchinari.
– Picking automatizzato. Qui l’operatore continua a svolgere un ruolo importante, ma a fare il “lavoro sporco” ci pensano le macchine. Da robot che si occupano del prelievo a nastri trasportatori che conducono il singolo elemento direttamente all’uomo, queste operazioni variano sensibilmente da azienda ad azienda e, nonostante la componente meccanica, è sempre la mano dell’uomo a guidare l’azione.
– Picking con ausili. Si tratta di una modalità oggi molto utilizzata, che affianca al lavoro diretto dell’operatore diverse funzionalità tecnologiche capaci di velocizzare sensibilmente il lavoro. Parliamo di software di gestione del magazzino che permettono di guidare il percorso degli operatori, come anche terminali e dispositivi a radiofrequenza (voice picking) oltre a dispositivi pick-to-light per il raggiungimento facilitato del prodotto sullo scaffale.
– Picking massivo. Riguarda una modalità particolare di raccolta dei componenti dell’ordine. Invece di collezionare un ordine alla volta, vengono gestiti più ordini contemporaneamente attraverso tecniche di prelievo in parallelo (l’ordine viene suddiviso in zone di prelievo e ogni operatore porta al punto di picking il proprio contributo) o prelievo in serie (è l’ordine a passare di persona in persona fino al suo completamento).
Magazzino e picking: perché può fare la differenza
Insomma, per gestire grandissime quantità di ordini è chiaro come sia necessario sviluppare anche tecniche avanzate per la loro elaborazione. Le attività di picking, però, non consentono solo di portare a termine il numero più alto di ordini possibile, ma portano anche diversi altri vantaggi all’interno dei magazzini.
Prima che queste operazioni diventassero una vera e propria specializzazione in ambito logistico, era difficile determinare quanto il picking costasse all’azienda, quali fossero gli effettivi spostamenti di merce nel tempo e in che modo si potessero ridurre sprechi ed errori. Oggi, grazie a una sempre più alta tecnologia gestionale e funzionale del picking, tutto questo è diventato realtà.
Secondo studi di settore, il picking può superare persino il 60% del bilancio aziendale se non ottimizzato. Per questo ogni azienda con un discreto magazzino può ottenere un vantaggio concreto da uno studio specifico dei processi di picking e una loro ottimizzazione.
Efficienza del magazzino è uguale a redditività, è chiaro. Ma se questo è anche monitorato in ogni passaggio, allora è possibile creare rapporti sulla produttività di magazzino, scorte e giacenze, riducendo di molto le distanze tra l’operatività e l’ottimizzazione.
Grazie a metodi sempre più sofisticati di picking, inoltre, è anche più facile ridurre gli errori. Chiaramente l’errore umano è sempre possibile, ma gestendo queste operazioni attraverso procedure studiate ad hoc ogni probabilità è ridotta al minimo.
Come diventare addetti al picking
Questo lavoro ti sta incuriosendo? Nonostante possa sembrare monotono, si tratta di una mansione che richiede una buona capacità di adattamento e soprattutto ampie doti organizzative, proprio perché in questo ambito la noia non si fa mai vedere!
Se vuoi provare ad entrare nel settore, abbiamo qualche buon consiglio per te e per la tua lettera di presentazione. Per fare colpo, ecco ciò che devi mettere bene in mostra.
– Esperienze nel settore logistica. Anche se ogni magazzino è unico, avere già dimestichezza con gli spazi logistici e le dinamiche interne può aiutarti molto ad accedere a un posto come operatore di picking. Soprattutto se ti sei occupato di mansioni vicine a quella desiderata, non tralasciare informazioni e cerca di essere il più completo possibile.
– Competenze informatiche avanzate. Il contributo umano nelle operazioni di picking è ancora sostanzioso, ma le macchine diventano sempre più importanti, soprattutto nei settori che richiedono lo spostamento di pezzi grandi e pesanti, non gestibili da un singolo operatore. Per questo, se hai alle spalle studi informatici o esperienze legate all’automazione non scordarti di citarle nella tua candidatura.
– Buone attitudini organizzative. Come abbiamo detto più volte, nei magazzini l’organizzazione è essenziale. Se per tua natura sei portato a gestire impegni lavorativi (e non) in modo organizzato, fai riferimento a questa tua caratteristica perché può davvero fare la differenza. Prova a indicare anche, il più possibile, episodi in cui questo aspetto ti ha portato vantaggio nel lavoro, per fornire un esempio concreto della tua predisposizione.
Il settore della logistica è quello giusto per te? Le ricerche di lavoro in questo ambito sono molte, ma potrebbe esserci un’opportunità che ti sta aspettando!
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