07 Mag Pregi e difetti: cosa rispondere a un colloquio di lavoro
I colloqui di lavoro sono sempre un terreno insidioso per il candidato. Ci sono però delle domande che possono davvero lasciarti senza parole. O ancora peggio: farti dire esattamente quello che non dovresti mai dire.
Negli innumerevoli colloqui che abbiamo tenuto, una è la domanda che lascia più dubbi: “Quali sono secondo lei i suoi pregi e i suoi difetti?”. È vero, non è un quesito semplice a cui rispondere, soprattutto perché sembra mascherato da trabocchetto. Una buona preparazione, però, ti aiuterà a superare anche questo ostacolo a pieni voti!
Se stai leggendo questo nostro articolo è perché già ti sei posto la domanda: un ottimo primo passo per trovare la giusta risposta per te. Eccoci quindi pronti per scoprire insieme le 4 regole per raccontare dei tuoi pregi e difetti a un colloquio di lavoro in modo efficace.
Regola #1: chiediti il perché di questa domanda
Più che di “pregi” e “difetti”, quando viene posta questa domanda si parla di “punti di forza” e “punti di debolezza”. Una leggera sfumatura che è però fondamentale per capire proprio il senso e lo scopo di questa richiesta.
Quello che vogliono sapere da te non è quanto sei narcisista o pessimista (anche se sono informazioni indirette di cui terranno comunque conto!) ma qual è la percezione che hai di te, dei tuoi limiti e delle tue possibilità. Forse non ci hai mai riflettuto, ma quello che pensi di essere si riflette moltissimo sul tuo operato professionale, sia in termini di risultati sia nel rapporto con colleghi e collaboratori.
L’idea che trasmetterai farà capire molto di te, ma ciò che verrà valutato sarà soprattutto la tua predisposizione o meno al lavoro proposto. Ecco, quindi, che i pregi che condividerai saranno letti come le opportunità che offri all’azienda di ottenere un valore aggiunto con la tua entrata nella squadra. Allo stesso tempo le tue ammissioni di debolezza saranno valutate in un’ottica di miglioramento, in cui non viene dato spazio all’arroganza ma solo alla voglia di crescere.
Regola #2: non farti trovare impreparato
La prima cosa da fare, quindi, è ragionare in modo approfondito su quali siano i tuoi pregi e i tuoi difetti. Se hai la possibilità di interrogare qualche persona esterna – meglio ancora se un tuo collega – sarà un po’ più facile e costruttivo, ma anche riflettendo da solo puoi individuare spunti interessanti.
Il nostro consiglio è di iniziare da una lista: elenca tutti i pregi e i difetti che ti vengono in mente, dedicando il giusto tempo a questa operazione. Di solito le prime caratteristiche che affiorano sono anche le più scontate e generiche, quelle più inflazionate, ma rimanendo sul tema sicuramente emergeranno punti a cui forse prima non avresti mai pensato. Non avere fretta, quindi. Lascia che l’introspezione ti aiuti in questo compito.
Una volta composto un elenco corposo, è ora di sfoltirlo. Il criterio per farlo non deve fare affidamento su un tuo personale ordine di priorità, ma prendere come riferimento la posizione per cui ti vuoi candidare. Quali dovrebbero essere i pregi di un buon candidato per la posizione lavorativa? Quali invece potrebbero essere i difetti meno temuti dall’azienda?
Per scoprirlo rileggi attentamente l’offerta di lavoro e individua le parole chiave che la caratterizzano. Seleziona poi, nella lista che hai creato, i punti che più incontrano le richieste dell’azienda e quelli che potrebbero essere visti come un’opportunità dal nuovo datore di lavoro. Concentrati solo sui pregi e difetti che risultano da questa selezione: sono quelli che più interessano il recruiter.
Regola #3: sincerità sì, ma non troppo
La franchezza è imprescindibile in un colloquio di lavoro, ma la modalità che sceglierai per raccontarti fa la differenza. Se da una parte devi essere sincero nell’elencare pregi e difetti, dall’altra devi essere scaltro nel proporre entrambi gli aspetti come opportunità per il datore di lavoro.
Come succede spesso durante i colloqui, è l’equilibrio a determinare il successo della tua risposta. Non sbilanciarti mai su un pregio o un difetto, presenta ogni aspetto in modo oggettivo e spiega come ognuno di essi possa contribuire all’ottenimento dei risultati attesi. Ecco che anche quel difetto che tanto ti infastidisce diventerà un punto a tuo favore per ottenere il posto tanto desiderato!
Infine, ricorda che puoi dire tutto, ma su alcune cose è sempre meglio non soffermarsi. Tra i difetti che difficilmente trovano un loro risvolto positivo ci sono l’aggressività, l’impazienza e l’asocialità. Evita di nominare queste caratteristiche e focalizzati su aspetti più edificanti, per te e la posizione che intendi rivestire.
Regola #4: punta su una buona comunicazione
Ora hai chiaro cosa devi dire, ma per farlo dovrai selezionare le giuste parole e fare molto – moltissimo – esercizio!
A questo scopo, ti lasciamo alcuni consigli per dare una direzione positiva al tuo discorso e sfruttare i benefici di una buona comunicazione:
- sii conciso. Anche se ci sarebbe molto da dire, soffermati sull’argomentare solo due pregi e due difetti. Non c’è cosa più apprezzata nei colloqui di lavoro del dono della sintesi;
- usa una struttura lineare. Continuare a passare dai pregi ai difetti e dai difetti ai pregi può solo confondere le idee, a te e a chi ti ascolta. Organizza la tua esposizione in modo chiaro e ordinato, partendo magari dai difetti per poi “smorzarli” con la presentazione dei punti di forza;
- concludi con i tuoi buoni propositi. Il modo migliore per chiudere la tua risposta a questa domanda insidiosa è ricordare ciò che stai facendo, o ti prefiggi di fare, per migliorarti sul posto di lavoro.
Se stai cercando una nuova opportunità lavorativa, siamo certi che questa lettura ti abbia dato utili strumenti per rispondere a una delle domande più delicate nel processo di selezione.
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